Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

MONTEFALCO
Chiesa di San Francesco
Chiesa e convento di San Fortunato
Monastero di San Leonardo abate
Monastero di Santa Chiara da Montefalco
Santa Chiara della Croce da Montefalco
CHIESA DI SAN FRANCESCO

CHIESA DI SAN FRANCESCO


A el 1275 i Minori, lasciato l’anzidetto “loco de Camiano”, li si ritrova nella nuova chiesa intitolata ai Santi Filippo e Giacomo, ubicata negli immediati dintorni delle mura urbiche, alla quale Niccolò IV, nel 1291, concesse varie indulgenze, per favorire l’afflusso dei fedeli. Ma anche questa sede presentava difficoltà di accesso al castello e moltissime angustie per le interminabili conte­se tra opposte fazioni politiche, cosicché nel 1336 i frati sollecitarono Giovanni XXII perché concedesse loro l’autorizzazione a trasferirsi all’interno delle mura. Il convento da loro abbandonato, fu allora acquistato dalla sede apostolica, che lo trasformò in una rocca al servizio del Ducato, mentre con il ricavato della vendita i frati acquistarono alcuni casalini nel rione di Colle Mora, e dettero immediatamente inizio alla costruzione della chiesa attuale, che era già officiata nel 1340 .

Grazie a lasciti di devoti, nella nuova chiesa furono dipinte le prime immagini devozionali alle pareti, raffiguranti per lo più la Vergine col Bambino in grembo, e singoli Santi sovrapposti in un pittoresco disordine. Alla fine del ‘300, contro il fianco meridiona­le fu addossata una serie di cappelle funerarie, rivestite da affreschi con storie di Cristo e di Santi. Questi dipinti furono eseguiti da pittori locali nella caratteristica maniera neo­giottesca comune tra i pittori di Foligno del primo ‘400, ben rappresentata dall’opera di Giovanni di Corraduccio, al quale vengono in parte attribuiti.

Le immagini di culto esposte in San Francesco comprendevano, inizialmente, un grande “Crocifis­so” collocato su una trave sotto l’arco trionfale - dipinto intorno al ‘300 per la precedente chiesa, dal cosiddetto “Maestro Espressionista di Santa Chiara” (un collabora­tore di Giotto nella “Leggenda Francescana di Assisi”, identificabile, forse, nel Palmerino di Guido documentato nel gennaio 1309, quale procuratore di Giotto, nel documento conservato nell’Archivio comunale di Bevagna), e un importante polittico a cinque scom­parti con storie della Passione di Cristo, dipinto intorno alla metà del Trecento per l’altare maggiore della nuova chiesa, da un anonimo pittore di Spoleto, noto con lo pseu­donimo di “Maestro di Fossa”, ora conservato nell’appartamento pontificio dei Palazzi Vaticani.

Quindi, a partire dal 1335, in San Francesco di Montefalco, mentre crescevano i muri e prendevano forma chiesa e con­vento, i Minori s’impegnavano a farli decorare: era noto - come osservò nel 1261 il vescovo di Pisa Federico Visconti, riferendosi al San Francesco di Assisi - che un edificio spazioso, consacrato dalla presenza di corpi santi e arricchito dalla bellezza delle immagini sacre, rendeva più gradevole la visita ai devoti, che vi tornavano più volentieri per udire le prediche di quei frati.

 

La chie­sa, dal semplice impianto architettonico, è caratterizzata da una facciata monotona di pietra bianca sovrapposta nell’800. L’interno, ad unica grande navata, mostra un’abside poligonale fiancheggiata da due cappelle quadrate.

Il tempio, che cu­stodisce affreschi e dipinti di altissima qua­lità, nel 1870 è stato trasformato inPina­coteca comunale.

Il ciclo pittorico che, più di ogni altra opera artistica, ha reso celebre l’ex chiesa, è quello che, firmato da Benozzo Gozzoli, riveste la tribuna absidale; esso, a detta della critica: «rappresenta una delle pagine più belle e significative dell’arte italiana, il ciclo più celebre della Vita di San Francesco dopo quello giottesco di Assisi».

Dedicati alla vita di San Francesco d’Assisi, secondo la “Legenda maior” di San Bonaventura (altri sostengono, invece, secondo il “ De conformitate vitae beati Francisci ad vitam Domini Jesu”, composto tra il 1385 e il 1390 da fra Bartolomeo da Pisa), i dipinti furono commissionati al celebre pittore fiorentino da «frater Iacobus de Montefalcone ordinis Minoru[m]», come si legge nell’iscrizione presente nel ciclo.

Sulle pareti, divise da sei pilastrini che vengono ripresi dai costoloni della volta, si sviluppano, in dodici riquadri disposti su tre registri, le “Storie” del Santo umbro, con una sequenza che procede da sinistra a destra e dal basso verso l’alto, preceduta, alla base, da una fascia dipinta a girali, racchiudenti i ritratti di famosi francescani; il ciclo si chiude sulla volta con la rappresentazione di cinque Santi dell’Ordine e di Francesco in gloria tra gli Angeli, mentre sull’intradosso dell’arco trionfale Francesco è effigiato nell’atto di mostrare le stimmate attorniato dai suoi primi dodici compagni.

Utile informare che nella scena della “Predica agli uccelli”, ambientata nella campagna limitrofa a Montefalco, è ritratto, genuflesso sulla destra, lo stesso frate Jacopo che fu, probabilmente, l’ispiratore dell’intera “serie”.

Oltre al bellissimo ciclo e ad altri dipinti del Gozzoli, la sacra aula mostra opere di Jacopo Vincioli da Spoleto, di Giovanni di Corraduccio, di Francesco Melanzio di Montefalco, di Ascensidonio Spacca di Bevagna, del Perugino, del Pintoricchio, di Melozzo da Forlì, di Tiberio Diotallevi d’Assisi, di Antoniazzo Romano, etc.; l’intero insieme decorativo della chiesa di San Francesco, fa di Montefalco un punto di riferimento primario per la pittura umbra rinascimen­tale.

Schematizzando, si riportano di seguito le principali opere artistiche che nobilitano la sacra aula di San Francesco di Montefalco.

Abside centrale :

* Scene della vita di San Francesco (XII quadri):

  1. Nascita di San Francesco in una stalla; Gesù in veste di pellegrino bussa alla casa di Francesco.
  2. San Francesco dona il suo mantello ad un povero; Gesù mostra in sogno al santo un palazzo pieno di scudi con la croce.
  3. San Francesco rinuncia ai beni paterni.
  4. La preghiera della vergine a Cristo giudice; l’incontro di San Francesco e San Domenico a Roma davanti alla Basilica Vaticana.
  5. Innocenzo III vede in sogno San Francesco che sostiene il Laterano; Onorio III approva la Regola.
  6. La cacciata dei diavoli da Arezzo.
  7. San Francesco predica agli uccelli presso Bevagna; benedizione di Montefalco e del suo popolo.
  8. San Francesco predice la morte del conte di Celano; la confessione del cavaliere.
  9. Il presepe di Greccio.
  10. San Francesco entra nel fuoco per respingere le tentazioni di una fanciulla inviatagli dal Sultano.
  11. San Francesco riceve le stimmate dal Cristo apparso sul monte della Verna in forma di serafino.
  12. Le esequie di San Francesco e l’accertamento delle stimmate.

 

* Glorificazione (volta)

* Primi compagni (sottarco)

* Grandi personaggi francescani , tra cui Petrarca, Dante, Giotto (sopra gli stalli del coro)

 

Cappella di San Girolamo :

(Sul fregio della cassa del finto polittico raffigurante la “Madonna in trono col Bambino e vari Santi francescani”, leggesi, in latino: “Opera di Benozzo da Firenze. Questa cappella è costruita e dipinta in onore del glorioso Girolamo nel 1452, il primo di novembre”):

* Madonna in trono col Bambino e vari Santi francescani (parete di fondo)

* Scene della vita di San Girolamo (ai lati)

* Quattro Evangelisti (nella volta)

* Martirio di San Sebastiano e San Girolamo nel deserto (ai lati)

* Il Redentore, Angeli e vari Santi

 

Controfacciata :

sulla destra del portale principale, grande edicola affrescata da Pietro Vannucci, detto il Perugino, con:

* Il Presepio

* L’Eterno fra due Angeli

* L’Annunciazione

 

Cappella del Crocifisso :

ospita il “ Grande Crocifisso” già sull’altare maggiore (tempera su tavola), attribuito al principale collaboratore di Giotto nel cantiere assisiate, noto come il maestro del Crocifisso di Montefalco, databile tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo.

 

La seconda campata conserva affreschi del pittore spoletino Jacopo di Vinciolo (1641); le ultime tre, verso la sacrestia , affreschi di Giovanni di Corraduccio e scuola folignate (sec. XV). Nella parete opposta altri dipinti di Jacopo di Vinciolo, di Tiberio d’Assisi (1512) e di Ascendono Spacca, detto il Fantino di Bevagna (c.a. 1585).

 

In fondo alla navata minore, le porte della Sacrestia, intagliata da Raniero da Barbarano (1610)

La Pinacoteca:

Opere d’arte principali:

Sala del Melanzio :

* Madonna col Bambino tra i Santi (tavola del 1487)

* Madonna in trono tra i Santi (tavola del 1488)

* Madonna in trono col Bambino tra i Santi (tela del 1498), considerata una delle migliori opere dell’artista

* Madonna del Soccorso (tela del 1505)

 

Altre opere :

* Crocifisso ligneo di pittore spoletino (fine secolo XIII)

* Tavola con Madonna col Bambino (attribuito a grottesco umbro degli inizi del secolo XIV)

* Cristo Crocifisso tra Vergine e Santi (opera della bottega di Niccolò di Liberatore detto

* Alunno, tavola e scultura lignea della metà del sec. XV)

* Tela con Madonna col Bambino (opera della bottega di Melozzo da Forlì, seconda metà del sec. XV)

* Tavola con San Vincenzo, S. Illuminata e San Nicola da Tolentino (opera di Antonio Aquili detto Antoniazzo Romano, fine sec. XV)

* Piccola Crocifissione (attribuibile al Melanzio)

* Copia dell’ Assunta di Guido Reni (eseguita da Anton Maria Garbi)

 

Nella cripta sono esposti reperti archeologici provenienti dal territorio comunale, che attestano l’alto interesse di tutta l’area in età romana, tra cui notevoli:

* Statua dell’ Ercole montefalchese

* Grande lastra decorata con eleganti volute floreali

* Frammento di scultura con un pastore appoggiato al bastone

Sono inoltre raccolti in questo luogo altri frammenti altomedioevali, medioevali, rinascimentali ed anche di epoche successive

 

 


Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it



 
 



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